Horizon 2020 è il nuovo programma di finanziamento europeo per ricerca e innovazione per il periodo 2014-2020 con una dotazione finanziaria di 80 miliardi di euro e uno specifico supporto per piccole e medie imprese.

Svariati bandi (le cosiddette call for proposal) con differenti schemi di sottomissione (single o multiple deadline) e tematiche sono previsti nel corso del 2016 e 2017. La grande opportunità rappresentata da questo strumento può dirsi quindi legata a una molteplicità di ragioni: ampiezza del range di temi trattati, pluralità dei soggetti che possono partecipare alle call (enti pubblici, privati, di ricerca etc) e, non ultima, disponibilità preventiva delle date a partire da quando ed entro cui potranno essere sottomessi i progetti.
Questa ultima, che potrebbe sembrare informazione di non così gran conto, è invece un dato fondamentale perché ci consente di organizzare in dovuto anticipo la realizzazione di un progetto. La “creazione” di un progetto, infatti, non si improvvisa né si limita alla sua stesura. Chi ha esperienza in questo campo sa che dietro le cento pagine di un progetto vi è lo sforzo della formazione del consorzio che vi sta alle spalle, dei team diversamente impiegati alla costruzione di un algoritmo o, non ultima, nella compilazione e raccolta della documentazione amministrativa necessaria per il giorno della fatidica submission. È quindi un lavoro complesso, di fino, che non si improvvisa ma è anche un’opportunità senza pari.

Horizon è ricerca e ricerca applicata e rappresenta vera linfa di crescita e strumento di affrancamento da una crisi economica che troppe imprese ed istituti europei ha messo in ginocchio.

Focalizzando l’attenzione sul settore dei trasporti, le opportunità a livello tematico certo non mancano. Solo per citarne alcune:

  • Optimisation of transport infrastructure including terminals;
  • Architectures and organizations, big data and data analytics for customs risk management of the international goods supply chain trade movements;
  • Innovative approaches for integrating urban nodes in the TEN-T core network corridors; Resilience to extreme (natural and man-made) events;
  • Complex and value-added specialised vessels;
  • Supporting ‘smart electric mobility’ in cities;
  • Big data in Transport: Research opportunities, challenges and limitations.
  • Improving accessibility, inclusive mobility and equity: new tools and business models for public transport in prioritised areas

Sono queste solo alcuni dei temi proposti, che vanno dall’ottimizzazione delle infrastrutture di trasporto, all’elaborazione di approcci innovativi nell’integrazione dei nodi urbani ai corridoi TEN-T sino a tecnologie innovative di mobilità elettrica in contesti urbani.

Ultima, non per importanza ma necessità di dedicargli un discorso specifico, è sicuramente la call Port of the Future- il porto del futuro. Lo stesso titolo, di per se stesso, fa intuire la vastità e l’importanza del tema affrontato. È questa, a mio avviso, forse una delle sfide più ardite proposte dall’Unione Europea in tema di trasporti a livello di innovazione. Analizzando il testo della call, infatti, leggiamo che le azioni di ricerca e innovazione si dovranno muovere contemporaneamente in diverse direzioni.  Il porto del futuro dovrà tenere in considerazione e rispettare aspetti quali: bassi impatti ambientali, sostenibilità a livello di manutenzione; connessioni efficienti e avanzate con il tessuto socio-economico circostante; connessioni efficienti con i sistemi di trasporto interno; aumento dell’utilizzo delle modalità di trasporto più efficienti a livello energetico e, non ultimo, un orientamento verso la visione di un sistema portuale quale un ambiente di economia circolare.

Le call Horizon sono quindi un’opportunità da non sprecare per il mondo dei trasporti, i cui operatori potranno ritagliarsi, a vario titolo, un ruolo focale ad una sola condizione: Innovare!

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